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La respirazione durante la pratica di Yoga Dinamico
Di Valerio Melchiorre – fisioterapista
Il muscolo trasverso dell’addome
Il muscolo trasverso dell’addome è uno dei muscoli
addominali ma non bisogna confonderlo con quella scacchiera
(che sono i retti dell’addome) ben evidente nei culturisti
tra il petto ed il pube. Se non si ha una corretta idea di dove
si trovi questo muscolo, è facilissimo confonderlo ed
effettuare un movimento sbagliato.
Contraendo l’addome, spesso si tende ad “indurirlo”
e se si cerca di affondare un dito nello stesso si sente una
resistenza maggiore, come un muro che impedisce al dito di penetrare.
Questi sono i retti addominali e, se si ha questa sensazione
durante la respirazione, vuol dire che si sono contratti i muscoli
addominali sbagliati, si sono contratti quelli che passano verticalmente
nell’addome.
Il muscolo trasverso è come una cintura piuttosto spessa
posta orizzontalmente all’addome e descrive un cerchio
iniziando dalla colonna vertebrale e terminando alla stessa.
Essendo un muscolo con un percorso circolare, la sua contrazione
darà come risultato il restringimento del cerchio. La
sensazione sarà quella del ventre che rientra senza indurirsi.
Per avere un’altra idea di questo movimento, si può
pensare ad un’enorme ventosa posta dentro la pancia in
modo da aderire alla parete interna dell’addome. Se qualcuno
dall’interno azionasse la ventosa come per aspirarci l’ombellico,
il ventre rientrerebbe ma sempre senza indurirsi.
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Siccome è un muscolo
difficile da sentire, si possono fare degli esercizi per prenderne
a poco a poco coscienza.
Per esempio, all’inizio è meglio provare da seduti
in quanto in questa posizione è più facile incavare
l’addome. Posizionare il pugno a livello dell’ombellico,
rilassare l’addome ed affondare il pugno finché possibile,
ovviamente senza esagerare o provocare dolore. In questo modo
è possibile avere la sensazione della pancia che rientra
senza contrarre il retto addominale.
L’esercizio successivo è quello di stare fermi col
corpo (in piedi contro un muro o seduti su una sedia con lo schienale)
ed avvicinarsi un oggetto all’addome, nella zona tra l’ombellico
e lo sterno. Immaginando che questo oggetto possa essere appuntito,
rovente, o comunque qualcosa di pericoloso, cercare di non farsi
toccare dallo stesso (provare con una matita). L’unico modo
possibile è quello di incavare la pancia, più si
avvicina l’oggetto e più la pancia cerca di rientrare.
Il secondo esercizio, rispetto al primo, richiede una contrazione
attiva del muscolo ed al tempo stesso impone al retto addominale
di non contrarsi.
Per avere una conferma di ciò è sufficiente provare
ad indurire l’addome quando questo è incavato al
massimo: verrà spinto in fuori di diversi centimetri.
La muscolatura del perineo
Con questo termine generico, si intendono i muscoli che fanno
da pavimento alla cavità addominale, o come nell’esempio
di prima del pian terreno. Vediamo ora di trovarli:
a) prendete coscienza del movimento: per far ciò si pensi
a quando si debba urgentemente andare in bagno ma ciò non
sia possibile. La contrazione di questi muscoli (sfintere anale)
permette di trattenerla e di resistere il più a lungo possibile
b) cercate di non confondere questi muscoli con i glutei, le due
grosse masse carnose del fondoschiena. Spesso il perineo ed i
glutei si contraggono contemporaneamente. Nella respirazione di
yoga dinamico i muscoli del perineo vanno contratti mentre i glutei
no!
Per cercare di distinguere i due movimenti si possono contrarre
i muscoli in due momenti diversi: prima i quelli del perineo senza
contrarre i glutei, poi i glutei cercando di rilassare il perineo
(molto più difficile)
La glottide
Le vie aeree e quelle dell’apparato digerente fanno lo
stesso percorso (bocca, faringe) fino ad un bivio, laddove l’aria
prende la via della laringe per raggiungere i polmoni ed il cibo
quella dell’esofago per raggiungere lo stomaco. All’altezza
di questo bivio vi è una struttura (l’epiglottide)
che si sposta a chiudere l’esofago quando arriva l’aria
ed a chiudere la laringe quando arriva il cibo. Solitamente l’epiglottide
si trova posizionato in modo da far passare l’aria e, solo
occasionalmente (durante la deglutizione) si sposta a chiudere
le vie aeree.
Per avere una prova di questo fenomeno basti cercare di respirare
senza interruzione durante una deglutizione di saliva (attenzione:
non di cibo, potrebbe essere pericoloso). Ciò non riuscirà
poiché, durante la deglutizione, il respiro si blocca per
un istante.
Nella respirazione di Yoga Dinamico bisogna tenere la glottide
sempre semichiusa, ovvero bisogna sempre respirare come se fossimo
all’inizio di una deglutizione.
Se ben eseguito, questo movimento produrrà una respirazione
rumorosa. |