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La respirazione durante la pratica di Yoga Dinamico
Di Valerio Melchiorre – fisioterapista
La respirazione negli esseri umani avviene ininterrottamente
per tutta la vita e consiste in due momenti distinti: la fase
inspiratoria e la fase espiratoria. Unica eccezione a questa
regola è rappresentata da un blocco (solitamente volontario,
ma anche non) chiamato apnea.
Durante la fase di inspirazione vengono contratti i muscoli
inspiratori. Questa contrazione permette l’aumento del
volume della gabbia toracica e così l’aria viene
risucchiata.
Durante la fase di espirazione solitamente si ha un rilascio
dei muscoli inspiratori, il volume della gabbia toracica torna
normale (cioè diminuisce rispetto all’inspirazione)
e l’aria viene espulsa.
Una prima idea di questo fenomeno possiamo averla paragonando
la cassa toracica ad una fisarmonica: quando qualcuno allontana
le due impugnature il volume aumenta e l’aria viene risucchiata.
Quando invece le lasciamo andare, l’elasticità
della struttura fa si che le impugnature si riavvicinino e l’aria,
comprimendosi, venga espulsa.
Durante la fase di espirazione solitamente si ha solo il rilascio
dei muscoli inspiratori. L’espirazione non è però
solo un fenomeno passivo dovuto al rilasciamento dei muscoli
inspiratori: può avvenire anche contraendo volontariamente
i muscoli espiratori, come quando dobbiamo spegnere le candeline
su una torta. E lo stesso avviene nella fisarmonica: per far
uscire l’aria più velocemente, spingiamo le impugnature
con forza l’una contro l’altra.
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Il diaframma
Il nostro apparato respiratorio, però, non è
proprio come una fisarmonica.
Ipotizziamo che sia fatto come una stanza: 4 pareti (la gabbia toracica),
un soffitto (con una finestra che comunica con l’esterno per
dare passaggio all’aria) ed un pavimento (il diaframma).
Il muscolo diaframma è come un divisorio tra la cavità
toracica e quella addominale. Paragonato ad un edificio di due piani
(pian terreno e primo piano) il diaframma è il pavimento
del primo piano (la gabbia toracica), ed il soffitto del pian terreno
(la cavità addominale).
Visto dal pian terreno, il diaframma è come la cupola di
una basilica che diventa piatto come un soffitto normale solo quando
si contrae (ovvero che contraendosi schiaccia tutto ciò che
trova sotto di se poiché si abbassa).
Solitamente, senza accorgercene, noi respiriamo espandendo la cassa
toracica proprio come nell’esempio della fisarmonica o come
in questo caso come se le pareti della stanza si potessero allontanare
l’una dall’altra e richiamare aria dalla finestra aperta.
Con un po’ di allenamento è possibile tornare a respirare
come lo facevamo in stato di calma appena nati, solo con il diaframma,
senza utilizzare i muscoli inspiratori della gabbia toracica. L’idea
che bisogna avere in questo caso è quella di una stanza nella
quale le pareti restino ferme ed il pavimento si sposti verso il
basso. Anche in questo caso il volume della stanza aumenterà
e l’aria potrà entrare.
Un altro esempio di questo movimento è quello di una siringa
con la punta rivolta verso l’alto: le pareti cilindriche restano
ferme e l’aria entra soltanto abbassando il pistone che la
risucchia: il foro della siringa è il nostro naso e il pistone
della siringa è il diaframma.
Per respirare soltanto col diaframma bisogna prima prendere coscienza
del movimento esatto e poi, con un po’ di concentrazione e,
cercare di non muovere il torace.
All’inizio può essere opportuno aiutarsi con le braccia
(per esempio abbracciandosi ed afferrando con le mani le coste dalla
parte opposta) per impedire che il torace si espanda e verificare
che la pancia rilassata si gonfi.
La pancia rilassata si gonfierà, poiché nella cavità
addominale non ci sono spazi vuoti e quando la cupola viene abbassata
tutto il materiale, intestini e organi, tenderà a comprimersi:
le pareti della stanza ed il pavimento saranno sotto pressione.
La respirazione nello yoga dinamico pone molto l’attenzione
sulla respirazione completa: tutte e quattro le pareti della stanza
si espandono. Diaframma contratto, espansione del torace e sollevamento
delle clavicole mediante i muscoli del collo.
La respirazione di questo stile di yoga prevede, oltre alla contrazione
del diaframma, quella del muscolo trasverso dell’addome, della
muscolatura del perineo e la chiusura della glottide. |
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