Ginnastiche
La ginnastica correttiva è quella disciplina che studia l'esercizio fisico in funzione della sua efficacia nella correzione dei paramorfismi.
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E’ una ginnastica mirata alla mobilitazione fisioterapica delle articolazioni, alla respirazione e alla tonificazione muscolare nel rispetto dell’età dei praticanti.
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PICCOLE STORIE DI KARATE VISTE ...

CON GLI OCCHI DEI PIU' PICCOLI

 

STORIA DEL KARATE: DI GIANNATEMPO MIRKO

Karate significa: combattimento a mano libera.

Lo studio del Karate incominciò a Okinawa dal XV secolo con l'invasione cinese ,perchè vennero vietate tutte le armi e questo divieto continuò anche nel XVII secolo quando l'isola venne conquistata da Shimazu , signore giapponese.

Uno dei principali maestri fu Gikin Funakoshi il quale portò lo studio del karate al di fuori dell'isola.

Il Maestro Funakoshi nel millenovecentotrentasei fondò lo stile shotokan , egli voleva che i suoi discepoli raggiungessero un equilibrio psico-fisico.

Gikin Funakoshi sosteneva che: qualsiasi posto può essere un dojo,quindi il karate non è solo tecnica, ma anche cortesia ed educazione.

Chi pensa solo a se stesso non è qualificato per l'apprendimento del karate.

 

STORIA DEL KARATE DI PECCHIA MATTEO

La storia più conosciuta delle origini del Karate si  riferisce al  personaggio Bodhai-Dharma che fondò il buddismo Zen.

Dall’India, nel 520 d.C., Bodhai-Dharma si trasferì in Cina nel monastero Chau-Lin-Seu (Shorinyi in Giapponese) dopo in quello di Tsou-Jyo. Egli insegnava in modo così duro e severo che gli allievi dopo poco tempo non seguivano più le sue pratiche religiose, allora inventò un’educazione fisica da unire alla disciplina religiosa.

Fu così che dopo molto tempo i bonzi del monastero Shorinyi diventarono famosi per la forza dei loro pugni.

Ma si sa che il maggior sviluppo e perfezionamento del karate si ebbe nella provincia di Okinawa, isola situata nel sud ovest del Giappone.

Tra quest’isola e la Cina c’erano una grande comunicazione e pluralità di scambi, così anche l’arte imparata nel monastero fu trasmessa in Giappone ad opera degli studiosi.

Nel XV secolo Shopasi, il regnante dell’isola di Okinawa, fece una legge che proibì il possesso e il porto di armi.

Fu così che gli abitanti di Okinawa, non potendo più usare armi, utilizzarono come difesa il combat-timento a mano nuda, il Karate (KARA=NUDO-TE=MANO) che  fu  studiato  principalmente nelle città di Shuri , Naha (la mano di “Shuri” e la mano di “Naha”). Queste due scuole si unirono per opera del maestro Mabuni.

L’insegnamento del karate, che era efficace e pericoloso, fu tenuto segreto per molto tempo e riservato solo ai nobili guerrieri, i Samurai.

I contadini e i pescatori, non potendo più utilizzare armi, iniziarono a usare per difendersi i loro strumenti di lavoro (falci, falcette, bastoni per la mietitura e remi da barca) come armi.

Le due scuole, quella disarmata dei nobili e quella armata della gente comune continuarono ad essere praticate segretamente e a crescere.

Nel 1935, un comitato formato da maestri di stili diversi si trovò  per decidere un nome da dare alla loro arte.

La chiamarono karate, che significa “mano vuota” o “arte della difesa senz’armi”.

Oggi il karate  è fiorente ad Okinawa dove i maestri di karate sono quelli di più alto onore ed i Dojo (palestre per le Arti) sono molte e vi è spirito di unione tra le varie scuole dell’isola.  

STORIA DEL KARATE: DI Mattia De Leonardo

 Il karate si è sviluppato ad Okinawa fra il sedicesimo ed il diciottesimo secolo, come evoluzione di tecniche di autodifesa cinesi; si parla di periodi in cui le armi erano proibite ad Okinawa e di come questo abbia spinto la gente a studiare tecniche di difesa senza armi.

Fino al 1879, quando Okinawa diventa una provincia del Giappone, la Cina ha una forte influenza sull’isola.

L’esistenza di scuole di karate inizia ad essere documentata dal periodo di Sokon Matsumura, Maestro di spada e guardia del re, a Shuri.

Egli imparò il karate durante i suoi viaggi in Cina.

Le scuole, in questo periodo, prendevano il nome dalla località in cui si trovavano.

Il karate che si faceva allora era molto diverso da quello di oggi.

L’allenamento principale era la ripetizione senza fine di un ristretto numero di kata.

Non c’era allenamento di gruppo, ma il maestro insegnava individualmente ed aveva pochissimi allievi; spesso tecniche ed allenamenti venivano tenuti segreti.

Il karate cambiò quando la scuola pubblica fu introdotta in Okinawa, nel 1880.

Nel 1901 il karate fu adottato nelle scuole come insegnamento di educazione fisica.

 STORIA DEL KARATE: DI Lorenzo Ferrari

  Il karate è un' arte marziale a mani nude. Il termine karate è scritto con due ideogrammi : KARA , che significa vuoto e TE che significa mano .

Il metodo di combattimento è basato su colpi di pugno e di mano diretti e circolari ; calci , proiezioni ed immobilizzazioni , finalizzate all' autodifesa . 

La diffusione del combattimento a mano libera avviene a Okinawa dal xv secolo con l'invasione cinese dove vennero vietate tutte le armi per evitare rivolte e continua anche quando l'isola venne conquistata da Shimazu.

Per difendersi dal conquistatore , in picccoli gruppi , si allenavano di nascosto per perfezionare le tecniche di combattimento . Da questi gruppi , non potendo comunicare , si distinsero diversi stili ( Shuri-te , Naha -te , Tamorino- te ): insieme si chiamano OKINAWA-TE o TO-DE .

La storia del karate si divide in tre periodi : nel primo periodo spicca l'opera del maestro SAKUGAWA . Il suo nome significa "mano cinese" e indica la stretta unione che queso maestro creò tra il KEMPO e il KARATE : grazie a lui e ad altri maestri si riesce ad organizzare questa disciplina in un corpo unico passando dal "TE" al "OKINAWATE" ; il secondo periodo vede il nome di molti maestri intorno al castello di Shuri e al porto di Tumari : da qui da un ceppo unico nacquero due stili ( TOMARITE e SHURITE ) ; l'ultimo periodo vede il passaggio di molti maestri importanti nel KARATE moderno .

Nel 1900 l' importanza del valore educativo dell' OKINAWA-TE fu riconoscita e si iniziò ad insegnarlo nelle scuole .

Il metodo più sviluppato in Italia è quello del maestro FUNAKOSHI ; le sue dimostrazioni ebbero grande successo , tanto che venne incaricato di insegnare l' OKINAWA-TE in alcune università .

Fu questo maestro ad introdurre il termine KARATE e a fondare uno degli stili : lo SHOTOKAN . Più avanti effettuò una trasformazione qualitativa alla pratica della disciplina che da karate divenne KARATE-DO (che significa via o cammino) . Infine il maestro aggiunse l'addestramento fisico che univa  la pratica di diversi movimenti all'esercizio della respirazione

 

 

 

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