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STING E LO YOGA

Intervista a STING:

la rock star diventata uno Yogi.

L’intervista è stata effettuata da Ganga White, fondatore e presidente della White Lotus Foundation, ed insegnante di Yoga a Santa Barbara-California.
Pubblicata su YOGA JOURNAL nel Dicembre 1995.


Traduzione a cura di Lorena Castiglioni
Marzo 2000


Molta gente è attratta ed interessata alla tua pratica di yoga. Puoi spiegarci cosa ti ha portato allo yoga ?

STING: Ho cominciato yoga abbastanza tardi nella mia vita. E’ da circa 4 anni che lo pratico quindi avevo più o meno 38 - 39 anni quando ho iniziato. In realtà mi rammarico di non aver cominciato prima perché ciò mi avrebbe permesso di essere molto più avanti nel mio cammino. Comunque, probabilmente, non ero pronto. In passato ho praticato diverse attività sportive: correvo circa cinque miglia al giorno e per un certo periodo ho fatto aerobica. Sono sempre stato attento alla mia forma fisica perchè, essendo un artista , questo mi permetteva di affrontare meglio concerti e spettacoli.
Però fu solo quando incontrai Danny Paradise, che diventò poi il mio insegnante di Yoga, che cominciai la pratica, e sento che la porterò avanti per tutta la vita. O almeno vorrei. Sento che questa strada ha a che fare con una continua evoluzione. E’ un po’ come la musica in certo senso, non ha mai fine. Se corri per cinque miglia in un tempo ragionevole, man mano che invecchi puoi al massimo mantenere lo stesso tempo, se non peggiorarlo. E’ abbastanza frustrante. Invece una delle cose più eccitanti nello Yoga è che, più invecchi, più sembra che alcune parti della pratica migliorino e la cosa ovviamente è molto confortante. Ti stimola ad andare avanti. Perlomeno inverte il processo di invecchiamento ! Ora posso fare cose con il mio corpo che non avrei mai pensato poter fare quando ero un atleta o un teen-ager. E’ per questo che voglio continuare a praticare.

Come hai incontrarto Danny?

STING: Veramente l’ho incontrato tramite il mio chitarrista Dominic Miller. Danny è un musicista e un giorno incontrò Dominic che stava suonando in un ristorante; finirono per suonare assieme. Stavo terminando la produzione del mio album “The Soul Cages” quando Dom arrivò e mi chiese se volevo imparare yoga dal suo amico. Pensai che si trattasse semplicemente di sedersi a terra con la gambe incrociate a contemplare il proprio ombelico. Non mi dava l’impressione di qualcosa a cui avrei potuto interessarmi, ricercavo sicuramente un’attività fisica più aggressiva. Ma Dominic mi disse “Vedrai, rimarrai sorpreso. L’ho provato un poco ed è una pratica molto molto difficile e fisicamente esigente”. Accettai dunque di provare e Danny venne in studio alla fine di una sessione. Pensai “sono ben allenato, sarà facile”. Devo dire che nel giro di venti minuti mi ha “stroncato”, ero così frustrato nel mio orgoglio e nella mia autostima che non riuscivo a fare quello che stava facendo lui. Infatti più Danny continuava la dimostrazione, più mi sembrava che venisse da un altro pianeta per il suo equilibrio, la sua forza e la sua grazia. Così dissi: “questo fa per me, vieni a casa mia domani. Conosco anche qualcun’altro che potrebbe essere interessato: mia moglie Trudie”. Stavamo infatti cercando entrambi qualcosa di diverso. Danny venne il mattino successivo e finimmo in giardino con tutto lo staff che guardava noi tre fare posizioni strane, dopodichè ero a pezzi! Da allora l’ho praticato quasi tutti i giorni, occasionalmente c’é stata qualche “defezione”, ma ora è veramente parte della mia vita quotidiana.
A parte i benefici fisici , come lo yoga ha influenzato la tua vita?
STING: Una delle mie prime osservazioni fatte sullo Yoga fu che sembrava richiedere troppo tempo per la pratica. Ci voleva 1 ora e 40 , 1 ora e 50 minuti, a volte anche due ore per effettuare tutta la sequenza. Danny allora mi disse una cosa alla quale non credetti ma che si rivelò poi essere vera: “se pratichi avrai più energia per poter fare tutte le altre cose della giornata”. In altre parole il tempo si espanderà per adattarsi alla pratica. Devo dire che aveva ragione. Quando faccio yoga al mattino ho più energia durante il giorno, mi sento bene, la mia mente è più controllata. Lo yoga porta molti più benefici di quel che si possa pensare. Non sono solo benefici fisici ma anche mentali e sto cominciando a pensare quasi spirituali. E’ come un’evoluzione mentale, più approfondisci lo yoga, più realizzi che, sì, è una pratica spirituale. E’ un viaggio quello che sto facendo, e questo è il modo in cui lo comincio. Non è la ragione principale per cui ho iniziato ma suppongo che, invecchiando e diventando più contemplativo, lo Yoga curerà anche questo aspetto; specialmente attraverso il respiro che è strettamente legato alla meditazione.


Ti conosco come una persona che approfondisce molto il proprio aspetto interiore e la propria vita. Potremmo parlare di vichara, cioè ricerca, ovvero la pratica di meditazione dello Jnana yoga. La vedi così ? Lo Yoga ti ha aiutato in questa direzione ?

STING: Certamente mi ha introdotto ad uno stile di meditazione. La sola meditazione che avrei fatto prima sarebbe stata nello scrivere canzoni. Nella composizione della musica devi entrare virtualmente in trance per poter trasmettere le canzoni. Non penso che si scrivano canzoni, penso che esse arrivino attraverso di te. E’ come se esistessero fuori , da qualche parte, e tu devi essere colui che le trasmette. Per fare ciò devi avere una certa dose di purezza mentale.
Lo yoga è semplicemente una strada diversa per lo stesso scopo. E’ come se prendessi qualcosa dalla parte più profonda di te e lo usassi nella tua vita di tutti iI giorni. Credo che sia così. Può aver senso ?

Sì. Alcuni dei musicisti che ho incontrato sono convinti che quando meditano, sentono effettivamente la musica. Tu senti la musica dentro di te?

STING: Io sento sempre musica; a volte questo mi fa diventare matto. Nel silenzio assoluto sento la musica. Sento la musica, sento i ritmi, sento il canto degli uccelli. Vivo in un mondo uditivo, non è mai completamente vuoto. Lo yoga può indurre in questo stato.

Puoi dirci qualcosa a proposito delle sfide che stai affrontando in questo momento nella tua pratica di yoga?

STING: Una delle cose interessanti è che sto arrivando ad una conoscenza del mio corpo molto più approfondita di prima e riconosco che certi blocchi nella mia pratica sono legati a problemi di tipo psicologico. La storia della mia vita è scritta nel mio corpo, nei miei muscoli. Sono molto rigido sulle anche e non me ne rendevo conto. Alcune posizioni sono così estreme che ti portano a capire ciò che hai fatto al tuo corpo. Tutti questi anni di jogging devono aver contribuito, ma mi hanno anche detto che la rigidità nei glutei corrisponde alla testardaggine e ad un atteggiamento negativo. Quindi ci sto lavorando. Sai, l’intenzione, lo scopo finale è quello di diventare completamente fluido e sinuoso. Man mano che invecchio vorrei diventare così. Mi piacerebbe arrivare ad esplorare l’intero range delle mie possibilità corporee. Non è che ho paura di invecchiare, voglio solo invecchiare in un certo modo.

Con grazia.

STING: Sì, voglio invecchiare con grazia, voglio avere una buona postura, voglio essere sano, in forma e voglio essere un esempio per i miei figli. Non pretendo in alcun modo essere un adepto o qualsiasi altra cosa se non un principiante. Ma mi sento veramente sulla strada giusta.

Tu pratichi le serie dell’ ASHTANGA VINYASA YOGA ?

STING: Sì, sono stato introdotto alle serie di Ashtanga Vinyasa Yoga e penso che questo sia stato molto utile per me poichè è molto vigoroso, è molto “macho”. Era perfetto per il mio senso di sfida. Mi piace perchè è molto difficile e molto duro, forte. Ma non è l’unica pratica a cui mi sono dedicato negli ultimi quattro anni. Ne ho fatte altre ed ho imparato molto anche da loro. Perlomeno fare altre serie come per esempio delle serie tutte mie è divertente. L’ho trovato molto utile perché ti fa scoprire muscoli e posizioni mai conosciuti prima. Ripeto, non c’é un limite. Sembra che non ci sia mai fine alla cosa e questo è molto eccitante.

Si dice che hai avuto soddisfazione dall’insegnamento esoterico dell’amore e del sesso tantrici.

STING: Quando imparai a fare il nauli e i bandas, risultati di cui ero fiero, lessi che era anche molto utile usare queste tecniche nel sesso. Ti permettevano di controllare tutta l’operazione in modo migliore e di fare l’amore più a lungo, cosa che io penso abbia degli effetti benefici. Ci sono state tante controversie a proposito proprio di quanto puoi far durare l’atto sessuale e quindi non voglio entrare nel merito della cosa, ho già avuto troppi problemi per questo. Ma sicuramente esistono degli effetti positivi legati alla propria vita sessuale, specialmente quando hai un buon feeling con la tua partner.

A proposito di meditazione, so che hai fatto un viaggio interiore. Puoi parlarci delle cose che hai imparato e “toccato” nel tuo paesaggio interiore ?

Nella mia vita , per lungo tempo , penso di aver sempre appoggiato la vita spirituale senza però crederci veramente. Sono stato cresciuto come cattolico, andavo in chiesa ogni settimana e ho preso i sacramenti. Sono stato educato in questo modo ma non l’ho mai sentito veramente dentro di me , nel mio profondo. Con l’età mi ritrovo comunque riluttante ad accettare un universo esistenziale senza un Dio. Deve esserci un livello più alto di compassione, di comprensione rispetto a quello umano. E’ dentro a tutti noi, penso che sia solo questione di scoprirlo, di “decodificarlo”. Dio, o comunque tu voglia chiamarlo - sarebbe meglio non dargli alcun nome - è dentro di noi. Ci sono diversi metodi per sentirlo e penso che lo Yoga sia uno di questi. La musica, la meditazione, la preghiera, anch’essi sono metodi.

Conoscendoti, Sting, mi sento di poter dire che sei molto vicino al sacro e allo spirituale , che nella tua vita c’é amore e compassione.

Beh, ci provo, ma non è mai abbastanza, credimi! Quello che sto affrontando attualmente nella mia vita spirituale è l’enormità di questa possibilità e la cosa mi terrorizza un po’. Sto lavorando su questa enormità, non è facile. Come lo Yoga, anche la vita spirituale è molto difficile.

Sei venuto in contatto con gli insegnamenti di Krishnamurti e Jnana Yoga. Puoi forse non dargli lo stesso nome ma parliamo di meditazione sulla morte come influenza di vita. Cosa hai imparato su questo?

Penso che si tratti di una parte dell’essere quando sei a metà della tua vita. Fino a poco tempo fa pensavo di essere immortale. E’ ridicolo, ma molti giovani pensano di esserlo, specialmente quando le cose vanno bene, quando si ha successo, quando si è felici e tutto va per il meglio; come si potrebbe dunque morire ?
La brutta notizia è che ovviamente si può morire. Ma è anche una buona notizia. Penso che si debba abbracciare questa idea, dobbiamo accettare che è tanto naturale quanto venire al mondo, quanto respirare. A volte combatto contro l’idea di morte, come del resto facciamo tutti, ma credo che l’accettazione della morte sia la cosa più positiva che possiamo fare. Questo non significa essere tristi oppure ossessionati dalla cosa. Penso semplicemente che l’accettazione della morte ti possa dare più stimoli nella vita per vivere più felicemente, come dovremmo.
Ti ripeto, non parlo come qualcuno che ha raggiunto il satori o qualsiasi altra cosa, sto ancora studiando.

Prima di terminare, hai qualcosa da dire agli yogis del mondo ?

Trovo interessante vedere come lo Yoga stia diventando incredibilmente popolare. Ci sono sempre più persone che vi si dedicano. Penso che sia il momento giusto per lo Yoga. Stiamo veramente vivendo in un’era molto complessa , un periodo di grande agitazione e cambiamento. I più irrazionali di noi sono preoccupati per la fine del millennio, come se una data avesse davvero importanza. Lo yoga è un buon antidoto a tutto questo, ci porterà fuori da tutte le paranoie storiche. Siamo all’interno di un lungo percorso, non teminerà certo alla fine del 1999.

Potrei approvare se il nostro approcccio allo Yoga ci portasse a liberarci da dogmi e autoritarismi, invece di perseguirli. Questo tipo di approccio non è però automatico.

Penso che nello yoga tu finisca per essere maestro di te stesso. Penso che si debba cominciare con un insegnante, un modello da seguire, ma da un certo momento in poi sei davvero tu il tuo insegnante, il tuo stesso guru. Puoi arrivare per molti aspetti all’auto-correzione. Hai bisogno di aiuto ogni tanto ma puoi fare yoga per conto tuo. Ci sono anche aspetti positivi nel fare Yoga in gruppo. Ho frequentato classi con molte persone a new York, e l’energia scaturita dal gruppo era veramente molto utile.
Credo ci sia spazio per entrambe le cose: conoscenza individuale e lavoro di gruppo; e poi lavorare con l’insegnante di tanto in tanto.
Vorrei anche sottolineare che i componenti della mia band fanno Yoga. Pratichiamo almeno un’ora e mezza prima di ogni concerto e penso che questo aumenti la nostra coesione sia come gruppo ma anche come individui. Sicuramente, almeno, ci mantiene tutti in forma. Sai, non è facile girare, avere orari sfasati e dover mangiare le stranezze che ti offrono. Non è un lavoro molto salutare. Stai alzato fino a notte fonda, magari bevendo alcolici. Lo yoga almeno ci aiuta a bilanciarci.

Durante la meditazione di ieri sera hai espresso la consapevolezza dell’amore e di come metterlo in pratica.

STING: Penso che nella meditazione profonda, quando veramente ti rendi conto dell’enormità dell’ eterno, si debba credere in qualcosa che ti sostenga attraverso questo terrore, questa paura.
Ho imparato a credere nel potere dell’amore, amore per se stessi, per le persone che ti sono vicine, per la tua famiglia, per i tuoi amici. Amore per la semplicità e per la verità. Credo che senza amore nulla avrebbe senso. Suona come una frase scontata, ma è la verità. L’amore è tutto.

 

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